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Il percorso del paziente attraverso il trattamento ALL-ON-4

Dragan è arrivato ad Arena Dental con una dentatura superiore quasi completamente compromessa. I denti residui non erano più in grado di garantire un’occlusione stabile né di costituire una base adeguata per un nuovo lavoro protesico. Era quindi necessario individuare una soluzione completa e duratura.

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Dopo una visita approfondita e una diagnosi 3D, è stato elaborato un piano di trattamento personalizzato che prevedeva la riabilitazione All-on-4 dell’arcata superiore e il risanamento con ricostruzione protesica dell’arcata inferiore.

Sebbene si trattasse di una terapia complessa, l’intero percorso è stato suddiviso in fasi chiaramente definite. Fin dall’inizio, Dragan sapeva cosa aspettarsi, quanto sarebbe durata ogni fase e quale fosse l’obiettivo di ciascun appuntamento.

La prima visita e la diagnosi approfondita

Ogni trattamento All-on-4 inizia con una visita accurata e un’analisi delle condizioni del cavo orale.

Nel caso di Dragan è stata eseguita una scansione CBCT 3D (TAC) di entrambe le arcate, grazie alla quale l’implantologo ha potuto valutare le condizioni dell’osso, la posizione delle strutture anatomiche e le possibilità di inserimento degli impianti.

La visita ha evidenziato che i denti residui nell’arcata superiore non potevano più essere conservati in modo affidabile. Al posto di una serie di interventi separati, che non avrebbero garantito una soluzione stabile e duratura, è stato proposto il trattamento All-on-4.

Nell’arcata inferiore, invece, la situazione era diversa. Alcuni denti potevano essere conservati e integrati nel nuovo lavoro protesico, dopo le estrazioni necessarie, i trattamenti endodontici e la realizzazione delle corone.

Questo è un aspetto fondamentale nella pianificazione delle riabilitazioni dentali complesse: la terapia non viene stabilita in anticipo sulla base di un unico metodo. Per ciascuna arcata si valuta che cosa possa essere conservato in modo affidabile e quale soluzione possa offrire la migliore funzionalità.

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Un piano personalizzato per l’intera riabilitazione

Dopo la visita, Dragan ha ricevuto un piano di trattamento chiaramente definito per entrambe le arcate.

Il piano per l’arcata superiore prevedeva:

  • l’estrazione dei denti che non potevano più essere conservati
  • l’inserimento di quattro impianti
  • il posizionamento delle sovrastrutture
  • la realizzazione di una protesi fissa provvisoria
  • la realizzazione del ponte Toronto definitivo in metallo-ceramica

Contemporaneamente è stato elaborato anche il piano di risanamento dell’arcata inferiore, con l’obiettivo di ottenere, al termine del trattamento, un’occlusione stabile e correttamente bilanciata.

Poiché Dragan vive in Germania, tutti gli appuntamenti e le fasi sono stati organizzati in anticipo per rendere le sue visite a Zagabria il più efficienti possibile. In questo modo ha potuto conciliare anche una terapia complessa con i propri impegni, evitando viaggi non necessari e senza incertezze sulle fasi successive.

Prima fase: inserimento degli impianti e denti fissi provvisori

Durante la prima fase chirurgica sono stati estratti i denti residui dell’arcata superiore che non presentavano più una prognosi favorevole. Successivamente sono stati inseriti quattro impianti in posizioni pianificate con precisione.

La posizione degli impianti viene stabilita in base alla quantità e alla qualità dell’osso, all’anatomia della mascella e alla futura posizione dei denti. L’obiettivo è creare una base stabile in grado di sostenere una protesi fissa.

Dopo l’inserimento degli impianti, Dragan ha ricevuto un ponte fisso provvisorio. In questo modo non ha dovuto trascorrere il periodo di guarigione senza denti e ha potuto abituarsi gradualmente alla nuova situazione all’interno della bocca.

La protesi provvisoria svolge un ruolo importante anche nella pianificazione dei denti definitivi. Durante il periodo in cui viene utilizzata, si valuta come il paziente si adatta all’occlusione, alla posizione dei denti, alla fonazione e alla funzione. Eventuali modifiche possono essere effettuate prima della realizzazione della protesi definitiva.

Perché i denti provvisori non sono anche quelli definitivi?

Dopo l’inserimento degli impianti è necessario consentire loro di integrarsi stabilmente con l’osso. Questo processo, chiamato osteointegrazione, è fondamentale per la stabilità a lungo termine del trattamento.

Per questo motivo, la protesi definitiva non viene realizzata immediatamente dopo l’intervento chirurgico.

I denti provvisori proteggono l’area trattata e garantiscono al paziente funzionalità ed estetica durante il periodo di guarigione. La realizzazione della protesi definitiva inizia soltanto quando l’implantologo conferma che gli impianti sono stabili e i tessuti sono guariti correttamente.

Questo approccio consente di realizzare i denti definitivi sulla base delle condizioni effettive riscontrate dopo la guarigione, non su semplici previsioni.

La realizzazione dei denti definitivi

Al termine del periodo di guarigione e dopo il controllo degli impianti è iniziata la fase protesica del trattamento.

Nella realizzazione di una protesi fissa estesa, ogni dettaglio influisce sul risultato finale: dall’altezza dell’occlusione e dalla posizione dei denti fino alla loro forma, dimensione e colore.

Il dentista si occupa della salute, dell’anatomia e della funzionalità delle arcate, mentre l’odontotecnico traduce il progetto condiviso in un lavoro protesico realizzato su misura. Anche il paziente partecipa al processo e può esprimere ciò che considera importante per l’aspetto finale.

Prima del fissaggio definitivo vengono controllati l’adattamento della protesi, l’occlusione, la funzionalità e l’armonia con i lineamenti del viso. Soltanto dopo le prove e le necessarie modifiche viene realizzato il lavoro fisso definitivo.

Il risultato finale: una protesi fissa su quattro impianti

Al termine del trattamento, Dragan ha ricevuto nell’arcata superiore un ponte Toronto in metallo-ceramica fissato su quattro impianti.

Contemporaneamente è stata completata anche la ricostruzione dell’arcata inferiore, affinché entrambe le arcate formassero un insieme funzionale. Non è stato modificato soltanto l’aspetto dei denti: sono state ripristinate anche un’occlusione stabile e la corretta funzionalità dell’intero sistema masticatorio.

Il caso di Dragan dimostra quanto sia importante un approccio completo nelle riabilitazioni complesse. Non è sufficiente considerare una sola arcata o un singolo dente. È necessario coordinare gli aspetti implantologici, protesici ed estetici del trattamento per ottenere un risultato stabile e duraturo.

Il trattamento termina, ma la cura degli impianti continua

Dopo il posizionamento della protesi definitiva, il paziente riceve istruzioni dettagliate per l’igiene orale, in particolare per la pulizia degli spazi al di sotto del ponte fisso.

Le visite di controllo periodiche consentono di monitorare le condizioni degli impianti, dei tessuti circostanti, dell’occlusione e della protesi. Gli impianti non possono sviluppare carie, ma la salute dei tessuti che li circondano influisce direttamente sul successo a lungo termine del trattamento.

Una corretta igiene quotidiana e i controlli programmati sono quindi parte integrante del trattamento All-on-4.

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All-on-4 è la soluzione adatta a voi?

All-on-4 può rappresentare una delle possibili soluzioni per i pazienti ai quali manca la maggior parte dei denti, i cui denti residui non possono più essere conservati in modo affidabile oppure ai quali una protesi mobile non garantisce la stabilità necessaria.

La raccomandazione definitiva può tuttavia essere formulata soltanto dopo una visita e una diagnosi 3D. Sulla base delle condizioni effettive, il dentista valuta che cosa possa essere conservato, se All-on-4 sia una soluzione adeguata e come dovrebbe essere strutturato il percorso terapeutico personalizzato.

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